Benefici della terapia chelante

Grazie alla proprietà di legare il calcio libero evitando un aggravamento di una situazione arteriosa già compromessa, la terapia chelante permette un recupero della irrorazione nei distretti interessati dal processo morboso, riducendo così ad es. nella patologia arteriosa degli arti inferiori, la penosa sensazione dolorosa nella deambulazione e aumentando nel contempo l’autonomia di marcia in tali soggetti. Nel caso in cui la patologia arteriosa interessi i distretti circolatori cerebrali con conseguente compromissione della memoria, dell’affettività, dell’umore e dell’attenzione, praticando la terapia chelante si otterrà un notevole recupero di tali funzioni.

PRELIMINARI ALLA TERAPIA CHELANTE

Per poter praticare la terapia chelante il paziente che presenta i segni clinici di una vasculopatia, dovrà eseguire preventivamente la visita specialistica angiologica da cui potrà scaturire la necessità di una consulenza neurologica, cardiologica, angiochirurgica etc. Si dovranno eseguire gli esami di laboratorio di routine e gli esami strumentali specifici della vasculopatia da curare. Gli esami strumentali che comunemente si eseguono sono i seguenti: ultrasuonografia doppler, ecografia vascolare con doppler pulsato, reografia, capillaroscopia, ECG ed ecocardiografia mono e bidimensionale. Durante la terapia si eseguiranno esami ematochimici specifici ad integrazione dei precedenti. Nel corso poi, del trattamento e secondo scadenze stabilite dal terapista dovranno essere eseguite indagini di controllo, che saranno in seguito ripetute al termine del trattamento.

 

Indicazioni terapia chelante

- Azione antitossica

- Azione sul microcircolo

- Azione antiaggregante

- Arteriosclerosi

- Coronaropatie

- Angina

- Miocardiopatie stabilizzate

- Arteriopatie arti inferiori ad ogni stadio

- By-passati (per prevenire le recidive)

- Vasculopatie cerebrali plurinfartuate

- Arteriosclerosi cerebrale / alterazioni comportamentali / disturbi neurologici

- Alzheimer

- Retinopatie (degenerazione maculare della retina - forme umide)

- Nefropatie iniziali (in funzione della creatinina e Clearance)

- Complicanze dell'ipertensione – Vasculopatie dìabetiche

- Epatopatie tossiche e virali (+ SAT)

- Azione antinvecchiamento (+ SAT)

- Intossicazioni ambientali (xenobiosi)

- Intossicazioni metalli pesanti/ Pb - Cd - Hg - Al)

 

Come si effettua la terapia chelante

La terapia chelante consiste in un ciclo di venti/venticinque fleboclisi che si somministrano a

giorni alterni o settimanalmente. Ciascuna fleboclisi ha una durata media di 3-4 ore, e deve essere effettuata ambulatoriamente. ll ciclo di terapia può essere ripetuto.

Che cosa significa terapia chelante

La terapia chelante introdotta in clinica per la cura delle intossicazioni da metalli pesanti, viene oggi anche utilizzata per la cura della arteriosclerosi e delle sue complicanze, sfruttando la capacità dell'E.D.T.A. (etilendiaminotetracetato), di legare i metalli pesanti, e tra questi il calcio libero, che più specificatamente ci interessa, senza però interferire con il calcio combinato (come nelle ossa, denti, cartilagini, ecc.). Pertanto, la capacità di legare il calcio libero evita quelle pericolose complicanze dell’arteriosclerosi dovute all’apposizione dello stesso sulle placche ateromasiche presenti nelle pareti delle arterie, ed agisce sulle pareti vasali modulandone il tono.

 

La terapia chelante con EDTA

Il termine chelazione deriva dal greco “chele” e sta per rimuovere, il processo di chelazione è un processo naturale che avviene in natura, ad esempio la clorofilla è un chelato del ferro. Un anello strutturale chimico che contiene metalli legati assieme è un concetto quindi già esistente. Questo concetto è stato sfruttato per effettuare la terapia chelante con EDTA.

L'EDTA è una sostanza chimica che rimuove i metalli indesiderabili, attraverso la chelazione

(legame elettrochimico) dai liquidi o tessuti con i quali viene a contatto. Alcuni metalli, quali ad esempio il piombo, il mercurio ed il cadmio risultano essere tossici per l'organismo così come alcuni minerali, quali il rame ed il ferro, se i loro livelli eccedono la norma. Il rame di per sé non è tossico, è l’eccesso di rame che lo è, così come per l’eccesso di qualsiasi altro minerale.

Ad esempio il ferro è uno di quei minerali fondamentali per il nostro organismo. Però l’eccesso di ferro può produrre la formazione di radicali perossidati, che sono tra i più pericolosi radicali liberi a causa del processo della perossidazione lipidica. Nei paesi industrializzati mediamente una persona ha nell’organismo una quantità di piombo e di altri metalli pesanti maggiore di quanto sia compatibile con la salute. È proprio sul principio che tutti i metalli, se in eccesso, risultano essere tossici per la salute dell’individuo, si basa la terapia chelante con EDTA.

Infatti l’EDTA normalizza la distribuzione di molti elementi metallici nell'organismo, riducendo inoltre il metabolismo del calcio e del colesterolo mediante l'eliminazione dei loro cataboliti (prodotti chimici finali) che risultano essere la causa della loro tossicità per il danno che consegue alle membrane cellulari. L’uso delI'EDTA per infusione, è universalmente e scientificamente riconosciuto per la cura delle intossicazioni da metalli tossici, da piombo e da digitale e nella ipercalcemia (FDA). In questi casi l'uso dell’EDTA risulta essere la terapia di elezione. La terapia chelante con EDTA è il trattamento di scelta per la rimozione dei metalli tossici. L'EDTA risulta essere la sostanza principale, ma non esclusiva, di un cocktail di sostanze che vanno a comporre la terapia infusionale. La terapia chelante con EDTA, infatti, si avvale dell'uso per infusione endovenosa oltre che della molecola di EDTA (acido etile diammino tetracetico), di vitamina C, vitamine del gruppo B, glutatione, aminoacidi e minerali, risultando così utile nella prevenzione e cura dei danni da radicali liberi.

 

Meccanismi d'azione più rilevanti deII'E.D.TA

  • Chelazione dei metalli tossici;
  • Chelazione del calcio depositato sulle pareti dei vasi del micro-circolo con attivazione di questo;
  • Potente effetto anti radicali liberi;
  • Effetto antiaggregante piastrinico;
  • Aumento della perfusione;
  • Eliminazione dei cataboliti del calcio e del colesterolo.

Indicazioni alla terapia chelante

Le indicazioni principali sono rappresentate da tutti i disturbi della circolazione arteriosa poiché riduce l'indurimento delle arterie (arteriosclerosi), pertanto angina pectoris, turbe post-infartuali,

claudicatio intermittens, turbe del circolo cerebrale in tutte le sue manifestazioni , ipertensione

arteriosa. La terapia chelante con EDTA è il trattamento di scelta per la rimozione dei metalli tossici

(alluminio, piombo, mercurio, cadmio, ecc.) e per la prevenzione dei danni da radicali liberi da loro provocati, ma, soprattutto, è una potente terapia antiossidante che si avvale, oltre che dell'EDlTA, anche di un cocktail di altri antiossidanti, risultando così un’eccellente terapia contro radicali liberi e, di conseguenza, di ringiovanimento cellulare. Si è visto che già dopo le prime dieci sedute di terapia con EDITA, si ha un effetto benefico e pluridistrettuale sui legami crociati del collagene che ne causano le modificazioni strutturali.

 

Controindicazioni alla terapia chelante

La terapia chelante, se ben eseguita, non presenta controindicazioni specifiche, ma essendo il

prodotto eliminato per via renale completamente nelle 24 h, la sua pratica richiede un’efficiente

funzionalità renale. Pertanto è controindicata nei casi di grave insufficienza renale.

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